venerdì 3 Febbraio 2023

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    Vetro e sicurezza

    La norma italiana UNI 7697 detta i criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie. Questa norma indica i principi per scegliere i vetri da utilizzare in interno che in esterno con i requisiti di garanzia di sicurezza.


    La norma 7697 deve essere considerata uno strumento di lavoro quotidiano da tutti gli operatori del settore (progettisti, imprese di costruzione, serramentisti, vetrai e rivenditori)

    Vetri antincendio o resistenti al fuoco
    Quando si parla di prevenzione degli incendi, è fondamentale scegliere i materiali da utilizzare nella costruzione, in funzione della loro resistenza al fuoco.
    Per la resistenza al fuoco le classi sono quelle dei materiali incombustibili, non infiammabili o difficilmente infiammabili.
    Il vetro e le lastre di vetro prodotte hanno le migliori classificazioni e in particolare incombustibili, per tutti i vetri monolitici e non infiammabili, per la maggior parte degli stratificati.

    Vetri stratificati di sicurezza
    UNI EN ISO 12543
    Insieme composto da due o più strati di vetro uniti insieme con uno o più intercalari plastici (generalmente PVB – polivinilbutirrale). in caso di rottura, l’intercalare serve a trattenere i frammenti di vetro, limita le dimensioni dell’apertura, offre resistenza residua e riduce il rischio di ferite da taglio e perforazione.

    Vetri antinfortunio
    UNI EN 12600
    – prova del pendolo – metodo della prova di impatto e classificazione per il vetro piano.
    La prova simula l’impatto di un corpo umano contro una lastra di vetro.
    Il vetro viene classificato in funzione dell’energia necessaria a determinarne la rottura e le modalità di rottura (B=tipica del vetro stratificato).
    Quando, per la rottura del vetro, si possa cadere nel vuoto da un’altezza ≥ 1 m solo i vetri stratificati con classe prestazionale minima 1(B)1 rispondono a questa esigenza.

    Vetri antieffrazione e antivandalismo
    UNI EN 356
    Resistenza contro l’attacco manuale – Prestazioni antivandalismo (categorie di resistenza da P1A a P5A – prova della sfera d’acciaio).
    L’attacco manuale e gli atti vandalici si esprimono spesso con il lancio di oggetti scagliati in modo più o meno violento.
    I corpi utilizzati e i livelli di energia d’urto associati, descritti dalla norma EN 356 (“Vetro per l’edilizia – Vetro di sicurezza – Collaudo e classificazione della resistenza all’attacco manuale”), definiscono le prestazioni dei vetri esposti a tale rischio.
    I vetri stratificati propongono diversi livelli graduati di risposta alle aggressioni.
    Resistenza contro l’attacco manuale – Prestazioni anti-crimine (categorie di resistenza da P6B a P8B – prova dell’ascia).
    Per questo campo di impiego la norma UNI EN 356 prevede test di resistenza a ripetuti colpi di ascia e di martello.

    Vetri antiproiettile
    UNI EN 1063

    Resistenza ai proiettili di pistole e fucili – la norma ha definito 7 classi per poter coprire le esigenze di protezione rispetto ai proiettili sparati da questa armi (classi da BR1 a BR7).

    Resistenza ai proiettili di fucili da caccia (SG) – la classificazione è trattata in modo specifico nella norma che contempla due classi di resistenza (SG1 e SG2).
    Si distinguono vetri che sotto l’effetto del proiettile producono schegge (S) e quelli che non ne rilasciano (NS).

    Fonte: Assovetro.it – http://store.uni.com/

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