domenica 21 Aprile 2024

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    La ricerca della felicità scolpita nel vetro: la coppa diatreta di Autun

    “Tutti gli uomini sono creati uguali; essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, tra questi diritti vi sono la Vita, la Libertà e il perseguimento della Felicità”. Queste brevi e potentissime righe sono scolpite nella Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America, promulgata il 4 luglio del 1776, e sanciscono un diritto inviolabile, garantito a livello costituzionale: la felicità.
    Un’affermazione sicuramente rivoluzionaria nel diritto, ma non nel suo statuto di quête permanente dell’animo umano.

    Il tesoro del sarcofago

    La continuità di questa ricerca interiore è confermata da un reperto recentemente portato alla luce dall’Inrap (Institut national de recherches archéologiques préventives), negli scavi della necropoli della chiesa di Saint-Pierre-l’Estrier, ad Autun, in Francia. 
    Un sarcofago in pietra ha infatti restituito agli archeologi una coppa diatreta, risalente al IV secolo d.C., estremamente frammentata, ma completa. L’abile intervento dei restauratori del Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Magonza ha infatti permesso di riportare il manufatto ai vecchi fasti. 

    La protagonista della mostra

    La coppa diatreta si trova ora esposta presso il Musée Archéologique National de Saint-Germain-en-Laye, nel dipartimento di Yvelines, in occasione della mostra “D’un monde à l’autre” (Da un mondo all’altro). Tale esposizione intende indagare l’enigmatico periodo storico che preannuncia la caduta dell’Impero romano d’Occidente e, con essa, l’inizio dell’età medievale. 

    Cos’è una coppa diatreta?

    Le diverse edizioni di Milan Glass Week ci hanno permesso di ammirare una coppa non dissimile da quella scoperta ad Autun: la meravigliosa diatreta Trivulzio (risalente anch’essa al IV secolo d.C.), conservata presso il Civico museo archeologico di Milano. 
    Le coppe diatrete si diffusero proprio tra la metà del III e la metà del IV secolo d.C. come simbolo di prestigio per le classi abbienti. E sono considerate l’apice dell’artigianato romano, a ragione delle raffinate decorazioni realizzate tanto per il contenitore interno in vetro quanto per il guscio esterno, solitamente caratterizzato da una fine lavorazione a reticolo. 

    La coppa di Autun

    La coppa diatreta rinvenuta in Francia non presenta la gabbia esterna, ma solo il vaso in vetro, avente un diametro di 15 centimetri e un’altezza prossima ai 13 centimetri. Decorato con grande arte, il manufatto è impreziosito da un’iscrizione latina “Vivas Feliciter”, incorniciata superiormente da un collare in rilievo con motivi a uovo. La base del vaso è invece impreziosita da una “rete in filigrana di otto ovali cuoriformi con rosetta circolare” (Fonte: stilearte.it).

    Il motto decorato sulla coppa diatreta rappresenta un chiaro invito a godere dei piaceri conviviali. Non sono infatti nuove, su simili vasi, esortazioni come “Bibe, vivas feliciter” (Bevi, che tu possa vivere felice). Ma l’augurio, sottolineato dal congiuntivo esortativo, rivela più in generale l’inesauribile aspirazione che nutre la cultura occidentale: il perseguimento della felicità.

    Per osservare nel dettaglio la coppa diatreta visita il sito: https://www.inrap.fr/ 

    Fonti: stilearte.it, francetvinfo.fr

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