venerdì 27 Maggio 2022

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      Rivoluzione per le fornaci di Murano: vetro prodotto dalla combustione dell’idrogeno verde

      La complicata congiuntura geopolitica e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 richiedono a gran voce un cambio di rotta per i processi produttivi, in sintesi reclamano la ben nota transizione energetica.
      Il grande protagonista di questa transizione appare oggi l’idrogeno, in particolare quello verde, derivante cioè da fonti rinnovabili.
      L’idrogeno è un vettore di energia straordinario; rispetto ai combustibili convenzionali, è infatti quello con il massimo contenuto di energia per unità di peso. 
      Tali riflessioni hanno indotto alla sperimentazione della produzione del vetro attraverso rifornimenti di idrogeno verde per alimentare le fornaci di Murano.

      Tra tradizione e tecnologia

      Il protocollo d’intesa è già stato firmato; inizia dunque la fase sperimentale di un progetto che unisce la tradizione vetraria italiana con le più innovative tecnologie chiamate alla transizione energetica. 
      La fabbricazione del vetro è infatti un’attività energivora, sottoposta oggi a costi di produzione insostenibili e incalzata dal processo di decarbonizzazione.

      Al via la sperimentazione

      Concretamente, miscele variabili di idrogeno e gas metano andranno ad alimentare un forno fusore di prova, collocato presso la Stazione Sperimentale del Vetro, per verificare se la combustione a idrogeno verde possa essere la risposta alle esigenze delle fornaci artistiche di Murano.

      Realtà coinvolte e obiettivi

      Lo studio coinvolge la Sezione Vetro di Confindustria Venezia, la Stazione Sperimentale del Vetro e Hydrogen Park, azienda che ha realizzato un impianto di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno verde nell’area di Porto Marghera. 
      Tale studio consentirà dunque di valutare la fattibilità di una transizione tecnologica ed energetica all’interno delle fornaci muranesi per riportare un clima di fiducia all’interno del comparto. 
      Il successo dei test potrebbe, inoltre, rappresentare una rivoluzione per l’intera filiera del vetro, vera e propria eccellenza del settore secondario nazionale.

      Un gioco di squadra

      Il protocollo d’intesa favorisce dunque la valorizzazione della capacità artistica di Venezia, combinando la strategia energetica europea sia con il know how del Consorzio per l’idrogeno che con la specificità dei processi produttivi e la tradizione delle fornaci muranesi.
      Solo il prosieguo di questo sforzo congiunto tra realtà produttive, istituzioni del territorio e centri di ricerca potrà traghettare le vetrerie di Murano verso un futuro pienamente sostenibile

      Fonti: metropolitano.it, enelgreenpower.com

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