venerdì 30 Settembre 2022

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      Vetri e smalti nei mosaici

      Sono elementi di grande fascino, per le sorprendenti e meravigliose suggestioni di luce che producono.

      Possono essere utilizzati per mosaici prevalentemente a parete, data la scarsa resistenza all’usura che li rende fortemente deperibili se sottoposti a calpestio.

      Un breve cenno di storia: nel 1203, Venezia chiama i maestri vetrai di Costantinopoli e dà inizio alle fabbriche veneziane del vetro.
      La produzione di tessere musive vitree e metalliche a Venezia scompare verso la metà del XIII secolo e viene reintrodotta nell’Ottocento da Lorenzo Radi, con la riscoperta di segreti perduti, la sperimentazione di nuovi materiali e l’introduzione della lavorazione del mosaico a rovescio.

      Angelo Orsoni contribuisce alle innovazioni con l’introduzione del riscaldamento a carbone e del rullo per pressare il vetro.
      Gli esperimenti con materiali nuovi danno origine però a smalti poco resistenti: a San Marco i mosaici dell’Ottocento sono più rovinati di quelli antichi.

      Sono prodotte diverse tipologie di tessere con componente vetrosa:

      tessere in vetro omogeneo: tessere di colore omogeneo intenso nero, blu, viola, marrone e verde che impedisce la trasparenza e quindi la visione della malta di allettamento sottostante.

      tessere in pasta vitrea: tessere di vetro colorato possono essere semitrasparenti o opache; si producono in 4 o 5 toni di colore; le più intensamente colorate sono costituite da vetro trasparente, perché la colorazione impedisce di vedere la malta di fondo, mentre le gradazioni più chiare sono ottenute con la dispersione di un minerale cristallino bianco che aumenta l’opacità, con minor quantità di colorante.

      tessere opache: tessere in pasta vitrea nelle quali l’abbondanza di fasi cristalline rende completamente opaco il vetro.

      smalti: tessere traslucide e opache più brillanti e luminose in cui l’effetto di lucentezza è dovuto all’ossido di piombo: per questo sono detti anche vetri al piombo. Sono costituiti da una massa vetrosa portante in sospensione una dispersione colloidale di ossidi di vari metalli con funzione colorante, opacizzante e ossidante.

      Fonte Wikipedia.it

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