giovedì 19 Maggio 2022

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      Coltivare piante in contenitori in vetro

      Un giardino in bottiglia è un giardino in miniatura che si rifà al concetto di terrario e che permette di decorare angoli di casa in modo insolito ed originale.

      Le piante in bottiglia possono essere facilmente composte scegliendo differenti tipi di contenitori, raccolti anche grazie al riciclo di ciò che di vetro abbiamo in casa.

      La caratteristica da tenere ben presente è che i contenitori abbiano tutti un corpo abbastanza chiuso superiormente, in modo da mantenere all’interno un’atmosfera abbastanza satura di umidità.

      In questo modo le foglie delle piante restano impregnate di acqua e creino un circolo chiuso ideale per procedere con la coltivazione.

      Ecco gli step da seguire per realizzare il proprio terrario, una volta scelto il contenitore in vetro, occorre individuare anche le piante da coltivare. Poi si recupera:

      • argilla espansa o pietrisco per creare un primo strato drenante da posizionare sul fondo;
      • terriccio, corretto con torba e sabbia, per una maggiore porosità;
      • piccole piante grasse e giovani talee;
      • elementi decorativi, come conchiglie, ciottoli, muschio.

      Una volta messe a dimora le piante bagnare il tutto con la nebulizzazione da effettuarsi quotidianamente o tre volte a settimana, a seconda delle piante inserite, per mantenere al giusta quantità di umidità all’interno del recipiente e favorire il processo di crescita delle piante.

      Le migliori specie per la coltivazione in terrarium sono ad esempio l’Aechmea Fulgens, la Pellaea Rotundifolia o la Saintpaullia, la Fittonia Red Vein, Cryptanthus Pup, Ficus pumila Quercifolia, Selaginella uncinata, in grado di vivere senza problemi in ambiente molto umido, con un substrato poroso e leggero, grazie anche a un apparato radicale modesto.

      Le piante grasse o succulente, ben si addicono alla composizione di terrari, grazie alla loro ridotta cura e necessità di manutenzione.

      All’interno di una bottiglia chiusa si riesce a creare un perfetto ecosistema autosufficiente: le piante inserite nel contenitore di vetro, tramite la fotosintesi, utilizzano la luce solare per trasformare l’anidride carbonica e acqua in glucosio, producendo ossigeno.

      L’aria umida che si viene a creare all’interno dell’involucro di vetro, tende a precipitare come una pioggia in miniatura mantenendo costante la sua quantità, mentre i batteri nel terreno utilizzano l’ossigeno per decomporre le piante morte, rilasciando anidride carbonica e completando così il ciclo dell’aria.

      Il microgiardino in bottiglia può anche essere utile a fini educativi per approcciare i ragazzi alla biodiversità.

      Fonte: https://www.lavorincasa.it/

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