venerdì 30 Settembre 2022

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      Il vetro riciclato per il calcestruzzo stampato in 3D: il futuro dell’edilizia?

      La stampa 3D può favorire un profondo cambiamento in ambito architettonico ed edilizio. A questa tecnologia all’avanguardia, che garantisce nuovi processi produttivi e forme alternative, deve però sommarsi un’attenzione per i materiali volta al contenimento dell’impatto ambientale.

      La ricerca in corso

      Il settore edile produce, ad oggi, il 35% dei rifiuti destinati alle discariche a livello mondiale. E la fame di cemento non viene meno, nonostante siano ormai risapute le conseguenze dell’impiego massiccio di questo materiale. Una nuova ricerca suggerisce però una possibile soluzione, grazie all’impiego di un componente forse insolito per la produzione di calcestruzzo stampato in 3D: il vetro riciclato

      Stimolare il riciclo

      Il calcestruzzo è costituito da una miscela di cemento, acqua e altri aggregati (come la sabbia). E il vetro va proprio a sostituire quest’ultimo ‘ingrediente’ nell’impasto. Esso è infatti facile da riciclare e può essere utilizzato per produrre calcestruzzo, senza alcuna lavorazione complessa.
      Alla luce di ciò, non si deve trascurare l’enorme spinta che il settore edile potrebbe trasmettere al sistema del riciclaggio del vetro. 

      Le lavorazioni

      Per verificare la fattibilità della proposta, i ricercatori hanno utilizzato vetro soda-calcico per bevande, ottenuto da un’azienda di riciclo. Le bottiglie sono state dapprima frantumate, tramite una macchina frantumatrice. I pezzi ottenuti sono stati poi lavati, asciugati, macinati e setacciati, fino ad ottenere particelle inferiori al millimetro quadrato.

      Il potere della stampa 3D

      Il prodotto di queste lavorazioni, paragonabile alla sabbia, è utilizzato per ottenere il calcestruzzo. La stampa in 3D di questo materiale permette di realizzare elementi di pareti e blocchi prefabbricati, il cui montaggio favorisce la fabbricazione di edifici secondo tempi e forme aggiornati.
      Questa procedura dona dunque nuova vita al vetro dismesso e limita fortemente gli scarti e il relativo inquinamento.

      Perché proprio il vetro?

      Ma l’apporto del vetro non si esaurisce al dato sostenibile. Esso contribuisce infatti allo sviluppo di un calcestruzzo con proprietà superiori rispetto a quello contenente sabbia naturale.
      Il calcestruzzo realizzato con vetro soda-calcico ha migliori proprietà isolanti, grazie a una conducibilità termica di tre volte inferiore a quella dei materiali tradizionalmente impiegati. Questa caratteristica può notevolmente ridurre i costi necessari per il raffreddamento e il riscaldamento dell’edificio.   

      Parola chiave: progresso

      Il sistema di stampa 3D ha la capacità di funzionare 24 ore al giorno, ridurre la quantità di rifiuti e aumentare la sicurezza dei lavori edili.
      Cogliere il potenziale del vetro, nello sviluppo di questa tecnologia, significa riconoscere al materiale un valore di rinnovamento profondo per la qualità e il progresso sostenibile delle nostre città e delle nostre abitazioni.      

      Fonti: theconversation.com

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