domenica 25 Settembre 2022

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      DIVINA: un progetto tutto italiano dall’industria del vetro

      Il gruppo di lavoro formato da Snam, RINA, Bormioli Luigi, Bormioli Rocco, STARA GLASS, Università degli Studi di Genova, Stazione Sperimentale del Vetro, IFRF Italia, SGRPRO e RJC SOFT ha dato il via ad una collaborazione per la riduzione delle emissioni nell’industria vetraria.
      Il protagonista di questo progetto innovativo: è l’idrogeno.
      L’Italia è il secondo produttore di vetro in Europa (con oltre 5 milioni di tonnellate annue). E tuttavia, la fabbricazione di oggetti in vetro è un’attività energivora – e la sua industria, difficilmente elettrificabile.

      Ecco che sempre più spesso si cercano soluzioni “ecologiche”, e qui prende il via il progetto “Divina” (Decarbonizzazione dell’Industria Vetraria: Idrogeno e Nuovi Assetti).

      Il progetto è coordinato da Snam, RINA e Bormioli, ed ha l’obiettivo di ridurre le emissioni nella fase di fusione del vetro. Questo passaggio, nella catena di produzione del vetro, costituisce infatti da solo oltre il 50% del consumo energetico complessivo.

      Questa collaborazione potrà dare i primi risultati anche sul medio periodo, si cercherà di introdurre una maggior percentuale di idrogeno durante la fase della fusione del vetro.
      Il progetto DIVINA darà la possibilità di testare la compatibilità della combustione a base di idrogeno.

      Oggi il principale vettore energetico utilizzato dalle vetrerie è il gas naturale. Le emissioni di CO2 si attestano a circa 1.500.000 tonnellate annue: nel complesso, circa il 3,5% delle emissioni dell’intero settore manifatturiero. L’impiego di idrogeno al 30% nei processi fusori del vetro consentirebbe di ridurre le emissioni di 200.000 tonnellate. Parliamo di emissioni equivalenti a quelle circa 100.000 autoveicoli.

      Sempre nel progetto si cercherà di progettare nuove regole per realizzare i forni del futuro, chiamati forni 4.0.
      Che saranno forni in grado di offrire e garantire migliori prestazioni anche con percentuali di idrogeno maggiori, fino al 100%.
      Il gruppo di lavoro, tutto italiano, è rappresentativo dell’intera filiera, ed è un ottimo banco di prova per far crescere il settore e far crescere questa eccellenza italiana rivolta al futuro e decisamente green.

      Fonte: meglioinvetro.it

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